Comunicato: CALTANISSETTA, “BEFANA ANIMALISTA” ASSEGNA CARBONE A DUE SINDACI ED AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: TROPPO “CATTIVI” CON ANIMALI E AMBIENTE

Comunicato Stampa LAV:

ORIGINALE INIZIATIVA DELLA LAV IN PROVINCIA DI CALTANISSETTA
CHE ''BACCHETTA'' TRE AMMINISTRATORI LOCALI

''BEFANA ANIMALISTA'' ASSEGNA CARBONE A DUE SINDACI
ED AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA NISSENA: TROPPO ''CATTIVI'' CON ANIMALI E AMBIENTE

Tre sacchi pieni di carbone per tre amministratori nisseni: il Presidente
della Provincia, Filippo Collura, il Sindaco di Serradifalco Michele Ricotta
ed il Sindaco di San Cataldo Raimondo Torregrossa. E’ questo il dono della

Befana ''animalista'' per i tre politici piu' ''eco-cattivi'' del 2006 a giudizio
della LAV (Lega Anti Vivisezione), che ha promosso questa originale
iniziativa. ''Un anti-premio per censurare comportamenti ed omissioni contro

animali ed ambiente – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile provinciale
della LAV – dopo un anno di impegno della nostra Associazione a difesa
della natura e dei diritti degli animali nella provincia di Caltanissetta. Temi
che, evidentemente, sono ancora snobbati o addirittura apertamente
osteggiati da alcuni pubblici amministratori e dalla loro arretratezza
culturale''.

Ecco le motivazioni per la classifica dei ''cattivi'' amministratori:

– Presidente della Provincia Filippo Collura: per il costante e deprecabile

disinteresse verso la Riserva Naturale del Lago Cuba, affidata in gestione
sin dal 2001 alla Provincia, mai decollata ma abbandonata a se stessa. La
Provincia e' gravemente omissiva perche' non ha effettuato nessuno dei

compiti affidatigli dalla Regione (individuazione dei confini della riserva,
tabellazione, vigilanza, ripristino degli ecosistemi ecc.) ed ha lasciato
che il Lago continui ad essere terra di nessuno, tra discariche, reati

ambientali, opere abusive ecc. Inoltre la Provincia di Caltanissetta ha
avviato una selvaggia campagna di distruzione di alberi lungo strade ed
aree demaniali, tagliando migliaia di piante – col pretesto della sicurezza

pubblica – che poi diventano prezioso legname per la ditta cui e' stata
affidata la ''strage verde''.

– Sindaco di Serradifalco Michele Ricotta: per la pubblica ed inaccettabile
crociata contro i suoi stessi concittadini animalisti, rei di ''dare da

mangiare a dei cani randagi'' consentendo, a suo dire, l’incremento del
randagismo. Il Sindaco ignora che persino il Consiglio di Stato ha stabilito
come ''nessuna norma di legge, ne' statale, ne' regionale, faccia divieto di

alimentare randagi nel loro habitat'' e che il Pretore di Siracusa ha
annullato una multa ad una gattara, sostenendo che aiutare i randagi col
cibo e' ''un fatto oggi particolarmente sentito ed espressione di un grado

di civilta' evoluta''. Viceversa, il Sindaco non ha avviato nessuna campagna
di sterilizzazione, come gli impongono le norme nazionali e regionali sul
randagismo, ed e' omissivo rispetto a numerosi altri obblighi in materia.

Come se non bastasse, durante un consiglio comunale il Sindaco ha anche
dichiarato, in maniera sibillina, che per ''risolvere il problema dei colombi
ci sarebbe un altro sistema che non sto qui a dire''. Sconosciamo questi

metodi occulti che il Sindaco non ha mai chiarito, ma abbiamo il fortissimo
timore che qualche sconsiderato passi dalle parole (irresponsabili) ai fatti
delittuosi: poche settimane fa sono stati trovati proprio a Serradifalco

alcuni randagi avvelenati…

– Sindaco di San Cataldo Raimondo Torregrossa: per aver costantemente e
caparbiamente ignorato gli appelli e le richieste della LAV in materia di
protezione degli animali ed applicazione delle norme contro il randagismo.

Anche il Sindaco sancataldese, infatti, in tutti questi anni non ha mai
avviato la campagna di sterilizzazione obbligatoria secondo le leggi sul
randagismo, ed e' omissivo rispetto a numerosi altri obblighi in materia;

recentemente la LAV lo ha diffidato per un appalto illegittimo che affida ad
un mega-canile privato il servizio di cattura e custodia dei cani. Non ha
mai risposto agli appelli della LAV che si e' dovuta far carico di diversi

animali feriti o abbandonati sostenendone le spese veterinarie. Non e'
intervenuto per frenare i maltrattamenti dei cigni della villa comunale e,
fatto piu' grave, non ha accolto l’invito a trasferire un cigno preso a

bastonate, che quindi e' morto successivamente! Non ha mantenuto la
promessa di liberare dal canile Nerina, cane di quartiere di Pizzo Carano
catturata per errore.

La LAV si augura che i tre amministratori sappiano cogliere questa occasione

per invertire totalmente la rotta delle loro scelte: ''nei prossimi giorni –
conclude Ennio Bonfanti – facciano una buona azione per gli animali e la
natura per porre rimedio almeno ad una sola delle loro mancanze e farsi

cosi' ''perdonare''.

05.01.2007

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